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Pin Andrea, Laicità e Islam nell'ordinamento italiano. Una questione di metodo
Coglievina Stella, Le Conferenze episcopali in Europa. Un nuovo attore delle relazioni tra Stati e Chiesa cattolica
Pons-Estel Tugores Catalina, Derecho Autonómico y religión. El caso balear
Torres Gutiérrez Alejandro, El derecho de libertad religiosa en Portugal
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Quaderni di diritto e politica ecclesiastica, Num. 1, aprile2010
Il Diritto ecclesiastico, Num. 3-4, 2008
Quaderni di diritto ecclesiale, Num. 1, gennaio2010
Derecho y Religión, Num. IV, 2009
Quaderni di diritto e politica ecclesiastica, Num. 3, dicembre2009
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Sentenza 13 gennaio 2010
n. 399 (Nullità del matrimonio concordatario e regime del matrimonio putativo - Corte di Cassazione - Civile)
Sentenza 16 luglio 2010
n. 16728 (Casa religiosa di ospitalità ed esenzione ICI - Corte di Cassazione - Civile, Sez. Trib.)
Sentenza 26 maggio 2010
n. 221 (Gestione di una casa per ferie ed esenzione ICI - Commissione tributaria provinciale)
Legge 20 luglio 2010
n. 7 (Ley de Educación de Castilla-La Mancha. - Comunità autonoma Castiglia La Mancia)
Varie 16 luglio 2010 (Protocollo d'intesa tra il Comitato Nazionale per la Bioetica ed il MIUR per la realizzazione di iniziative comuni - )
Sentenza 12 maggio 2010
n. 11437 (Configurabilità del vincolo pertinenziale tra chiesa e casa canonica - Corte di Cassazione - Civile, Sez. Trib.)
Sentenza 23 aprile 2010
n. 23 (Torino: immobile adibito a casa per esercizi spirituali ed esenzione ICI - Commissione Tributaria)
Circolare ministeriale 3 agosto 2010 (Indicazioni per l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole secondarie superiori - Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca)
Legge 2 luglio 2010
n. 108 (Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani, fatta a Varsavia il 16 maggio 2005, nonche' norme di adeguamento dell'ordinamento interno - Parlamento)
Sentenza 30 luglio 2010 (Obbligatorio per gli istituti scolastici pubblici attivare i corsi alternativi all'ora di religione cattolica - Tribunale)
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Sentenza 12 febbraio 2010 (Regno Unito: Eweida v. British Airways - Corte d'Appello)
Sentenza 22 marzo 1977 (Regno Unito: Ahmad v. Inner London Education Authority - Corte d'Appello)
Decreto ministeriale 5 agosto 2010,n.74 (Anagrafe nazionale degli studenti - Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca)
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Sentenza 3 novembre 2009,n.30814/06 (Affaire Lautsi c. Italie: l’exposition de la croix aurait également méconnu la liberté de conviction et de religion de la requérante et de ses enfants, protégée par l’article 9 CEDU - Corte Europea dei Diritti dell'Uomo)
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La gestione e l’amministrazione della Parrocchia, Clementi Patrizia - Simonelli Lorenzo
Matrimonio (il) nullo. Diritto civile, canonico e concordatario., Moneta Paolo
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10 agosto 2010
Rivista Quaderni Costituzionali, 2010
Riviste
10 luglio 2010
Roma: Convegno di Studi "Diritto della Unione europea e status delle confessioni religiose" (8-9 ottobre 2010)
Incontri & Convegni
4 agosto 2010
Macerata: Convegno nazionale dell'ADEC sul tema "Tutela della libertà religiosa e crisi dello Stato nazionale" (27-30 ottobre 2010)
Incontri & Convegni
6 luglio 2010
Corte europea dei diritti dell'uomo: udienza della Grand Chambre in vista del riesame della sentenza 3 novembre 2009 sul caso Lautsi c. Italia in tema di esposizione del crocifisso (30 giugno 2010)
Giurisprudenza
5 luglio 2010
IRInews: Insegnare le Religioni in Italia, notiziario trimestrale a cura di Mariachiara Giorda, anno 1, n. 2, aprile-giugno 2010
Riviste
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Riviste
Turchia
Con l’eccezione del Senegal, la Repubblica di Turchia è l’unico paese, con una popolazione a stragrande maggioranza musulmana, ad aver costituzionalizzato il principio di laicità. Diversamente dall’ex colonia francese, però, esso non è un mero criterio regolatore dei rapporti tra Stato e confessioni religiose, ma è assurto a strumento di garanzia del regime democratico e della pace sociale del paese. Come è stato affermato dalla Corte Costituzionale turca, la laicità (laiklik) "è una delle condizioni indispensabili della democrazia in ragione dell’esperienza storica del paese e delle peculiarità della religione musulmana. Essa vieta allo Stato di manifestare una preferenza per una religione o una credenza precisa e costituisce il fondamento della libertà di coscienza e dell’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Infatti, con l’adesione al principio di laicità, i valori fondati sulla ragione e sulla scienza hanno sostituito quelli dogmatici, accelerando il processo di civilizzazione, e permettendo alle persone di credenze diverse di vivere insieme, grazie all’atteggiamento egualitario delle autorità pubbliche nei loro confronti. La laicità è l’essenza filosofica della vita nel paese".
Tale nozione acquista un particolare rilievo non solo nel contesto interno della Turchia, ma anche in ragione dell’attuale situazione internazionale. Il problema della definizione della laicità e della sua relazione dialettica con la libertà religiosa, così come i suoi effetti sulla coesione sociale e sulla creazione di un sistema di valori fondamentali, accettati dalla maggioranza della popolazione, sono questioni cruciali ove si consideri la diffusione dei movimenti integralisti e la destabilizzazione di diversi paesi con una popolazione a maggioranza musulmana. Questa crisi ha ripercussioni sugli stessi paesi dell’Unione europea, a causa della presenza di un numero sempre maggiore di immigrati – e futuri cittadini – di religione islamica le cui esigenze di libertà religiosa sono a volte difficili (se non impossibili) da conciliare con i principi fondamentali degli ordinamenti giuridici degli Stati europei.
A questo proposito, è utile ricordare che la Repubblica di Turchia è uno dei pochi paesi musulmani membri del Consiglio d’Europa fin dal 1949, ed è anche uno degli Stati candidati all'adesione all’Unione europea. Benché tale processo si stia rilevando molto lungo e difficoltoso, dopo la sua conclusione, questo paese diventerebbe l’unico Stato membro con una popolazione a grandissima maggioranza islamica. In un documento del 2004, significativamente intitolato “Questioni derivanti dalla prospettiva dell’adesione della Turchia”, la Commissione europea ha osservato che, “in quanto paese musulmano laico, con una democrazia funzionante”, la Turchia costituisce “un fattore di stabilità nella regione” e “contribuisce alla sicurezza dell’Europa e dei suoi vicini”. La Commissione è consapevole del fatto che l’ingresso della Turchia nell’Unione europea costituisce una sfida, ma al tempo stesso, tale adesione porterebbe con sé delle grandi opportunità: infatti, se il paese riuscisse a progredire sul sentiero della democrazia – una democrazia che combini il carattere laico dello Stato con una base socio-culturale musulmana – potrebbe offrire un buon esempio agli altri paesi nella regione, mentre il successo dell’integrazione della Turchia in Europa proverebbe una volta per tutte al "mondo musulmano" (ma anche a quello "occidentale") che le credenze religiose islamiche sono compatibili con i valori dell’Unione europea. (Rossella Bottoni)
Tale nozione acquista un particolare rilievo non solo nel contesto interno della Turchia, ma anche in ragione dell’attuale situazione internazionale. Il problema della definizione della laicità e della sua relazione dialettica con la libertà religiosa, così come i suoi effetti sulla coesione sociale e sulla creazione di un sistema di valori fondamentali, accettati dalla maggioranza della popolazione, sono questioni cruciali ove si consideri la diffusione dei movimenti integralisti e la destabilizzazione di diversi paesi con una popolazione a maggioranza musulmana. Questa crisi ha ripercussioni sugli stessi paesi dell’Unione europea, a causa della presenza di un numero sempre maggiore di immigrati – e futuri cittadini – di religione islamica le cui esigenze di libertà religiosa sono a volte difficili (se non impossibili) da conciliare con i principi fondamentali degli ordinamenti giuridici degli Stati europei.
A questo proposito, è utile ricordare che la Repubblica di Turchia è uno dei pochi paesi musulmani membri del Consiglio d’Europa fin dal 1949, ed è anche uno degli Stati candidati all'adesione all’Unione europea. Benché tale processo si stia rilevando molto lungo e difficoltoso, dopo la sua conclusione, questo paese diventerebbe l’unico Stato membro con una popolazione a grandissima maggioranza islamica. In un documento del 2004, significativamente intitolato “Questioni derivanti dalla prospettiva dell’adesione della Turchia”, la Commissione europea ha osservato che, “in quanto paese musulmano laico, con una democrazia funzionante”, la Turchia costituisce “un fattore di stabilità nella regione” e “contribuisce alla sicurezza dell’Europa e dei suoi vicini”. La Commissione è consapevole del fatto che l’ingresso della Turchia nell’Unione europea costituisce una sfida, ma al tempo stesso, tale adesione porterebbe con sé delle grandi opportunità: infatti, se il paese riuscisse a progredire sul sentiero della democrazia – una democrazia che combini il carattere laico dello Stato con una base socio-culturale musulmana – potrebbe offrire un buon esempio agli altri paesi nella regione, mentre il successo dell’integrazione della Turchia in Europa proverebbe una volta per tutte al "mondo musulmano" (ma anche a quello "occidentale") che le credenze religiose islamiche sono compatibili con i valori dell’Unione europea. (Rossella Bottoni)
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20 marzo 2010
Rivista: Investigación de Derecho Comparado - anno 2007, segnalazioni.
Riviste
Investigación de Derecho Comparado
Corte Suprema de Justicia de la Nación
República Argentina
Segnalaziioni 2007, n. 3
LO RELIGIOSO EN TANTO MOTIVO DE CONFLICTO EN EUROPA
por Mercedes de Urioste, pp. 379/415 (pdf)
Investigación de Derecho Comparado.
ISSN 1666-3241
Talcahuano 550, 7mo. piso, oficina 7068.
(CPA C1013AAL) Buenos Aires, Argentina.
Teléfono (54) (11) 4371-0507, fax (54) (11) 4373-7501.
derecho_comparado@pjn.gov.ar
Directora: Dra. Laura Balart
Coordinadores: Dra. María Silvia Galíndez, Dra. Mercedes de Urioste, Dr. Víctor Hugo Accardi
Rivista: Investigación de Derecho Comparado - anno 2007, segnalazioni.
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Investigación de Derecho Comparado
Corte Suprema de Justicia de la Nación
República Argentina
Segnalaziioni 2007, n. 3
LO RELIGIOSO EN TANTO MOTIVO DE CONFLICTO EN EUROPA
por Mercedes de Urioste, pp. 379/415 (pdf)
Investigación de Derecho Comparado.
ISSN 1666-3241
Talcahuano 550, 7mo. piso, oficina 7068.
(CPA C1013AAL) Buenos Aires, Argentina.
Teléfono (54) (11) 4371-0507, fax (54) (11) 4373-7501.
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Directora: Dra. Laura Balart
Coordinadores: Dra. María Silvia Galíndez, Dra. Mercedes de Urioste, Dr. Víctor Hugo Accardi